ebene_001julien-mignot
Biografia
Pierre Colombet, violino
Gabriel Le Magadure, violino
Marie Chilemme, viola
Yuya Okamoto, violoncello
“Ciò che colpisce è il suono. Si caratterizza per un vibrato molto leggero, rimanendo aperto e trasparente; nelle dinamiche forti può assumere un timbro cristallino, quasi simile a quello di un organo, mentre nei momenti più tranquilli sussurra con rara intimità. Si sente l’archetto sulle corde, gli strumenti sembrano quasi respirare” – Berliner Tagesspiegel, maggio 2026.
Un concerto del Quartetto Ébène rappresenta molto più di una semplice serata musicale: è un’esperienza che commuove e ispira. Da quasi trent’anni, il Quartetto Ébène affascina il pubblico con interpretazioni che gettano una nuova luce sul repertorio celebre. L’eccellenza artistica, unita alla flessibilità timbrica e a una straordinaria precisione ritmica, dà vita a esperienze concertistiche che rimangono a lungo impresse nella memoria del pubblico.
Dopo aver studiato con il Quartetto Ysaÿe a Parigi, oltre che con Gábor Takács, Eberhard Feltz e György Kurtág, il Quartetto Ébène è stato protagonista di un successo senza precedenti al Concorso Musicale ARD nel 2004, che ha segnato l’inizio della sua ascesa, culminata con altri premi e riconoscimenti. Ad esempio, nel 2005 il Quartetto Ébène ha vinto il Premio Belmont della Fondazione Forberg-Schneider, nel 2007 ha vinto un Borletti-Buitoni Trust, e nel 2019 è stato destinatario – primo ensemble nella storia – del Frankfurter Musikpreis. Nell’agosto 2026, il Quartetto Ébène ha ricevuto il Premio Musikfest Bremen, assegnato ad artisti internazionali di spicco in riconoscimento del loro contributo all’arricchimento e al progresso della vita musicale internazionale.
Nel gennaio 2021, il Quartetto Ébène è stato incaricato dall’Università di Musica e Arti dello Spettacolo di Monaco di Baviera di istituire un corso di quartetto d’archi nell’ambito della neonata Accademia Quatuor Ébène. A partire dalla stagione 2021/22, il Quartetto Ébène, insieme al Quartetto Belcea, cura una serie di concerti alla Konzerthaus di Vienna. Nella stagione 2023/24, il quartetto è stato “Ensemble in Residence” presso la Philharmonie Luxembourg e, dal 2022 al 2025, ha ricoperto il ruolo di “Quartetto in Residenza” presso Radio France, eseguendo tre concerti per ciascuna stagione a Parigi. Nel 2026, i quattro musicisti saranno “Quartetto in Residenza” presso il Beethovenfest di Bonn.
Oltre al repertorio tradizionale, il Quartetto Ébène esplora spesso altri generi musicali, come ha sottolineato il New York Times nel 2009, definendolo «Un quartetto d’archi capace di trasformarsi facilmente in una jazz band». Ciò che nel 1999 era iniziato come un passatempo per i quattro giovani musicisti all’università – improvvisare su standard jazz e brani pop – è diventato un tratto distintivo del Quartetto Ébène. Ad oggi, il quartetto ha pubblicato tre album dedicati a jazz, pop e musica brasiliana: “Fiction” (2010), “Brazil” (2014) e “Eternal Stories” (2017). L’approccio libero nel mescolare generi musicali crea un’energia che arricchisce tutti gli aspetti del loro lavoro artistico, che viene accolto con grande entusiasmo sia dal pubblico, sia dalla critica.
Gli album del Quartetto Ébène dedicati a musiche di Bartók, Beethoven, Debussy, Haydn, Fauré e dei fratelli Mendelssohn, hanno ricevuto numerosi riconoscimenti, tra i quali i premi Gramophone, BBC Music Magazine e il Midem Classic Award. Il Quartetto Ébène si è dedicato al tema del Lied, collaborando con Philippe Jaroussky alla registrazione dell’album “Green”, contenente Mélodies francesi. Per l’album dedicato a Schubert, i musicisti hanno collaborato con Matthias Goerne (con arrangiamenti di Lieder per quartetto d’archi, baritono e contrabbasso a cura di Raphaël Merlin) e con Gautier Capuçon, con il quale hanno inciso il celebre Quintetto per archi in do maggiore, D 956). Insieme ad Antoine Tamestit, il Quartetto Ébène ha registrato i Quintetti per archi di Mozart K. 515 e K. 516, pubblicati nel 2023. L’album è stato insignito dei premi Choc de Classica, Diapason d’Or e “Disco del mese” di Gramophone. Nel 2026 è seguito un album dedicato all’ottetto (Enescu e Mendelssohn) con i colleghi del Quartetto Belcea, che è già stato premiato con l’Opus Klassik.
Una pietra miliare della carriera del Quartetto Ébène è stata la registrazione dell’integrale dei Quartetti per archi di Beethoven tra il 2019 e il 2020, nell’ambito di un progetto di portata mondiale. In questa occasione, i quattro musicisti francesi hanno celebrato il ventesimo anniversario di attività. Nel corso della stagione 2026-27, il Quartetto Ébène eseguirà nuovamente l’integrale dei Quartetti per archi di Beethoven, esibendosi in sale del calibro della Philharmonie di Berlino, della Carnegie Hall di New York e della Suntory Hall di Tokyo. Inoltre, si esibiranno insieme al Quartetto Belcea in diversi cicli alla Tonhalle di Zurigo, alla Konzerthaus di Vienna e alla Philharmonie di Lussemburgo.
Strumenti
I membri del Quartetto Ébène hanno l’onore di suonare strumenti Stradivari.
Pierre Colombet suona un violino Stradivari del 1717, il “Piatti”, su gentile concessione di un generoso sponsor tramite la Beares International Violin Society.
Gabriel Le Magadure, Marie Chilemme e Yuya Okamoto suonano strumenti su gentile concessione della Fondazione Stradivari Habisreutinger-Huggler-Coray: Gabriel Le Magadure suona il violino “King George” (1710), Marie Chilemme la viola “Gibson” (1734) e Yuya Okamoto il violoncello “De Kermadec-Bläss” (1698).
Galleria
Discografia
J. Haydn
String Quartet in D major,
HIII No. 63, Op. 64 No. 5 "The Lark",
String Quartet in B minor, HIII No. 37, Op. 33 No. 1
B. Bartok
Quatuor n°1 op.7
Quatuor n°2 op.17
Quatuor n°3 sz 81
Ravel/Debussy/Fauré
String Quartets
Johannes Brahms
String quartet op. 51 n° 1
Piano quintet op. 34
Akiko Yamamoto - Piano
The other Ebène - FICTION
Misirlou after Pulp Fiction (Milton Leeds / Fred Wise / N. Roubanis / S. K. Russell)
Amado mío (Doris Fisher / Allan Roberts)
Luz Casal (vocal)
Nature Boy (Eden Ahbez)
Raphaël Merlin, Pierre Colombet (solo), Richard Héry (drums)
Come together (John Lennon /Paul McCartney) Songs
Pierre Colombet (solo), Richard Héry (drums)
Unrequited (Bradford Mehldau)
Pierre Colombet (solo)
Intro Calling you
Richard Héry (drums solo)
Calling you after Bagdad Café (Bob Telson)
Pierre Colombet (solo), Richard Hry (drums)
Corcovado (Antonio Jobim)
Stacey Kent (vocal)
Nothing Personal (Don Grolnick)
Gabriel Le Magadure, Pierre Colombet (solo), Richard Hry (drums)
Footprints (Wayne Shorter)
Pierre Colombet (solo), Richard Héry (drums)
Lilac Wine (James Shelton)
Fanny Ardant (vocal)
Smile (John Turner-Geoffrey Parsons/Charles Chaplin)
Quatuor Ebène (voices), Raphaël Merlin (solo), Richard Héry (drums, chorus)
Someday my prince will come after Snow White and the seven dwarfs (Larry Morey/Frank Churchill)
Pierre Colombet (bass), Mathieu Herzog, Gabriel Le Magadure (lead voices),
Raphaël Merlin (soprano), Pierre Colombet (solo)
Somewhere after « Over the rainbow » after The Wizard of Oz
Natalie Dessay (vocal), Mathieu Herzog (solo)
7-29-04 The Day Of after Ocean's 12 (David Holmes)
Mathieu Herzog (Funk guitar and Solo), Pierre Colombet (Ruggieri Violin from the 17th century),
Richard Héry (drums)
Streets of Philadelphia after Philadelphia (Bruce Springsteen)
Mathieu Herzog (vocal), Richard Héry (drums)
(All bass parts played by Raphaël Merlin)
Richard Héry - drums; Fanny Ardant - vocal; Luz Casal - vocal; Natalie Dessay - vocal; Stacey Kent - vocal
Gabriel Fauré
Disc n° 1
Sonata n° 1 Op. 13
Berceuse Op. 16
Romance Op. 28
Andante Op. 75
"Morceau de Lecture"
Sonata for cello and piano n° 2 Op. 108
Disc n° 2
Sonata Op. 109
Elegy Op. 24
"Papillon" Op. 77
Romance Op. 69
Serenade Op. 98
Sicilienne Op. 78
Sonata n° 2 Op. 117
Disc n° 3
Trio for piano and strings Op. 120
String quartet Op. 121
Disc n° 4
Piano quintet Op. 15
Piano quintet n° 2 Op. 45
Disc n° 5
Piano quintet n° 1 Op. 89
Piano quintet n° 2 Op. 115
Morceau de lecture (for two cellos)
Renaud Capuçon - violin, Gautier Capuçon - cello, Gérard Caussé - viola, Nicolas Angelich - piano, Michel Dalberto - piano
Press
[...] Quartetto Ebène ai limiti della notte nella platea al buio [...]
DownloadLa straordinaria abilità con cui i suoi membri mescolano le loro sonorità, il loro modo di riproporre i capolavori storici per quartetti, l’impegno nel confrontarsi con il repertorio tradizionale e l’approccio innovativo e creativo rendono il Quartetto Ebène l’incarnazione del quartetto d'archi in chiave moderna
Ogni esecuzione del Quartetto Ebène è pervasa da una sensibilità classica che dona forza e pienezza al loro suono
Già dalle prime battute del Divertimento di Mozart in Re maggiore (K. 136) l’esecuzione del Quartetto Ebène è stata impeccabile, sicura, viva, armonicamente ricca e profondamente musicale.
“Ciò che colpisce è il suono. Si caratterizza per un vibrato molto leggero, rimanendo aperto e trasparente; nelle dinamiche forti può assumere un timbro cristallino, quasi simile a quello di un organo, mentre nei momenti più tranquilli sussurra con rara intimità. Si sente l’archetto sulle corde, gli strumenti sembrano quasi respirare” – Berliner Tagesspiegel, maggio 2026.
Un concerto del Quartetto Ébène rappresenta molto più di una semplice serata musicale: è un’esperienza che commuove e ispira. Da quasi trent’anni, il Quartetto Ébène affascina il pubblico con interpretazioni che gettano una nuova luce sul repertorio celebre. L’eccellenza artistica, unita alla flessibilità timbrica e a una straordinaria precisione ritmica, dà vita a esperienze concertistiche che rimangono a lungo impresse nella memoria del pubblico.
Dopo aver studiato con il Quartetto Ysaÿe a Parigi, oltre che con Gábor Takács, Eberhard Feltz e György Kurtág, il Quartetto Ébène è stato protagonista di un successo senza precedenti al Concorso Musicale ARD nel 2004, che ha segnato l’inizio della sua ascesa, culminata con altri premi e riconoscimenti. Ad esempio, nel 2005 il Quartetto Ébène ha vinto il Premio Belmont della Fondazione Forberg-Schneider, nel 2007 ha vinto un Borletti-Buitoni Trust, e nel 2019 è stato destinatario – primo ensemble nella storia – del Frankfurter Musikpreis. Nell’agosto 2026, il Quartetto Ébène ha ricevuto il Premio Musikfest Bremen, assegnato ad artisti internazionali di spicco in riconoscimento del loro contributo all’arricchimento e al progresso della vita musicale internazionale.
Nel gennaio 2021, il Quartetto Ébène è stato incaricato dall’Università di Musica e Arti dello Spettacolo di Monaco di Baviera di istituire un corso di quartetto d’archi nell’ambito della neonata Accademia Quatuor Ébène. A partire dalla stagione 2021/22, il Quartetto Ébène, insieme al Quartetto Belcea, cura una serie di concerti alla Konzerthaus di Vienna. Nella stagione 2023/24, il quartetto è stato “Ensemble in Residence” presso la Philharmonie Luxembourg e, dal 2022 al 2025, ha ricoperto il ruolo di “Quartetto in Residenza” presso Radio France, eseguendo tre concerti per ciascuna stagione a Parigi. Nel 2026, i quattro musicisti saranno “Quartetto in Residenza” presso il Beethovenfest di Bonn.
Oltre al repertorio tradizionale, il Quartetto Ébène esplora spesso altri generi musicali, come ha sottolineato il New York Times nel 2009, definendolo «Un quartetto d’archi capace di trasformarsi facilmente in una jazz band». Ciò che nel 1999 era iniziato come un passatempo per i quattro giovani musicisti all’università – improvvisare su standard jazz e brani pop – è diventato un tratto distintivo del Quartetto Ébène. Ad oggi, il quartetto ha pubblicato tre album dedicati a jazz, pop e musica brasiliana: “Fiction” (2010), “Brazil” (2014) e “Eternal Stories” (2017). L’approccio libero nel mescolare generi musicali crea un’energia che arricchisce tutti gli aspetti del loro lavoro artistico, che viene accolto con grande entusiasmo sia dal pubblico, sia dalla critica.
Gli album del Quartetto Ébène dedicati a musiche di Bartók, Beethoven, Debussy, Haydn, Fauré e dei fratelli Mendelssohn, hanno ricevuto numerosi riconoscimenti, tra i quali i premi Gramophone, BBC Music Magazine e il Midem Classic Award. Il Quartetto Ébène si è dedicato al tema del Lied, collaborando con Philippe Jaroussky alla registrazione dell’album “Green”, contenente Mélodies francesi. Per l’album dedicato a Schubert, i musicisti hanno collaborato con Matthias Goerne (con arrangiamenti di Lieder per quartetto d’archi, baritono e contrabbasso a cura di Raphaël Merlin) e con Gautier Capuçon, con il quale hanno inciso il celebre Quintetto per archi in do maggiore, D 956). Insieme ad Antoine Tamestit, il Quartetto Ébène ha registrato i Quintetti per archi di Mozart K. 515 e K. 516, pubblicati nel 2023. L’album è stato insignito dei premi Choc de Classica, Diapason d’Or e “Disco del mese” di Gramophone. Nel 2026 è seguito un album dedicato all’ottetto (Enescu e Mendelssohn) con i colleghi del Quartetto Belcea, che è già stato premiato con l’Opus Klassik.
Una pietra miliare della carriera del Quartetto Ébène è stata la registrazione dell’integrale dei Quartetti per archi di Beethoven tra il 2019 e il 2020, nell’ambito di un progetto di portata mondiale. In questa occasione, i quattro musicisti francesi hanno celebrato il ventesimo anniversario di attività. Nel corso della stagione 2026-27, il Quartetto Ébène eseguirà nuovamente l’integrale dei Quartetti per archi di Beethoven, esibendosi in sale del calibro della Philharmonie di Berlino, della Carnegie Hall di New York e della Suntory Hall di Tokyo. Inoltre, si esibiranno insieme al Quartetto Belcea in diversi cicli alla Tonhalle di Zurigo, alla Konzerthaus di Vienna e alla Philharmonie di Lussemburgo.
I membri del Quartetto Ébène hanno l’onore di suonare strumenti Stradivari.
Pierre Colombet suona un violino Stradivari del 1717, il “Piatti”, su gentile concessione di un generoso sponsor tramite la Beares International Violin Society.
Gabriel Le Magadure, Marie Chilemme e Yuya Okamoto suonano strumenti su gentile concessione della Fondazione Stradivari Habisreutinger-Huggler-Coray: Gabriel Le Magadure suona il violino “King George” (1710), Marie Chilemme la viola “Gibson” (1734) e Yuya Okamoto il violoncello “De Kermadec-Bläss” (1698).








