Alexander Malofeev

Pianoforte

Biografia

“L’ultimo fenomeno della grande scuola pianistica russa” (Corriere della Sera).

“Il pianoforte del nuovo millennio ha già un nuovo profeta” (Il Giornale).

Il giovane “genio russo” (Corriere della Sera) Alexander Malofeev è riuscito a farsi conoscere nel 2014, ottenendo a soli tredici anni il Primo Premio al Concorso Tchaikovsky per Giovani Musicisti. “Contrariamente a quanto ci si aspetta da un giovane […], ha dimostrato non solo una tecnica impeccabile, ma anche un’incredibile maturità. Suoni cristallini e un equilibrio perfetto hanno rivelato la sua straordinaria abilità” (Amadeus).

Alexander Malofeev è rapidamente diventato uno dei più famosi pianisti della sua generazione.

Recenti esibizioni di Alexander Malofeev includono una tournée in Asia con l’Orchestra Filarmonica della Scala e Riccardo Chailly, con l’Orchestra del Teatro Lirico di Cagliari e Mikhail Pletnev, concerti nel Regno Unito con l’Orchestra Sinfonica di Bournemouth e Kirill Karabits, in Italia con l’Orchestra Sinfonica Nazionale RAI e Fabio Luisi, apparizioni alla Tonhalle di Zurigo, al Conservatorio ‘Giuseppe Verdi’ di Milano, alla Kleinhans Music Hall (Buffalo, USA), al Teatro Petruzzelli (Italia) e alla Celebrity Series di Boston (USA).

Il M° Riccardo Chailly racconta di Alexander Malofeev: “Ho sentito per la prima volta Malofeev alla Scala in un’esibizione con Valery Gergiev tre anni fa. Aveva solo 14 anni, e sono rimasto folgorato dal suo talento. Non è solo un bambino prodigio: possiede già profondità e tecnica, musicalità e memoria, e tutto questo lo rende un eccellente interprete del Terzo Concerto di Rachmaninov, che è problematico per molti pianisti nel mondo.” (Corriere della Sera, ottobre 2019).

Alexander Malofeev è nato a Mosca nell’ottobre del 2001. Si è diplomato presso l’Istituto per Giovani Musicisti ‘Gnessin’ di Mosca, sotto la guida di Elena Berezkina; nel 2019 è entrato al Conservatorio Tchaikovsky di Mosca, dove ha studiato nella classe del Prof. Sergei Dorensky nel biennio 2019-2020. Dal 2020 prosegue i propri studi con il Prof. Pavel Nersessian.

Alexander Malofeev si esibisce con le più prestigiose orchestre del mondo, tra cui l’Orchestra di Philadelphia, l’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, l’Orchestra del Festival di Lucerna, l’Orchestra Filarmonica della Scala, l’Orchestra Sinfonica Nazionale RAI, l’Orchestra del Teatro Mariinsky, la Tchaikovsky Symphony Orchestra, la Russian National Orchestra, la State Chamber Orchestra “Moscow Virtuosi”, l’Orchestra Filarmonica Nazionale Russa, l’Orchestre National de Lille, l’Orchestra da Camera del Festival di Verbier e molte altre.

Alexander Malofeev è apparso al Concertgebouw di Amsterdam, dove si è esibito per il trentesimo anniversario delle Meester Pianists series, al Teatro alla Scala di Milano, alla Kurhaus Wiesbaden e alla Herkulessaal di Monaco in Germania, alla Philharmonie de Paris, al Théâtre des Champs-Elysées in Francia, all’Auditorium Parco della Musica di Roma, al Queensland Performing Arts Centre in Australia, al Tokyo Bunka Kaikan, allo Shangai Oriental Art Center, al National Centre for the Performing Arts in Cina, alla Kleinhans Music Hall di Buffalo (USA), al Teatro Mariinsky e alla Great Hall del Conservatorio di Mosca.

Alexander Malofeev si esibisce regolarmente con i più famosi direttori, tra i quali Riccardo Chailly, Mikhail Pletnev, Myung-Whun Chung, Yannick Nézet-Séguin, JoAnn Falletta, Susanna Mälkki, Lionel Bringuier, Alondra de la Parra, Marcelo Lehniger, Valery Gergiev, Finnegan Downie Dear, Juraj Valcuha, Kazuki Yamada, Gábor Takács-Nagy, Kristjan Jarvi, Kirill Karabits, Vladimir Spivakov, Alexander Sladkovsky, Vladimir Fedoseyev e Vasily Petrenco, e molti altri.

Alexander Malofeev è ospite nei più grandi festival, quali il Festival Internazionale de La Roque d’Anthéron, il Festival La Folle Journée de Nantes e lo Chopin Festival in Francia, il Rheingau Music Festival in Germania, il Festival Musicale di Merano, il Festival «Crescendo» di Denis Matsuev, il«Mikkeli Music Festival» di Valery Gergiev in Finlandia, il Festival Pianistico Internazionale Mariinsky di San Pietroburgo, la Master Pianist Series di Amsterdam, lo «Stars on Baikal» International Music Festival, l’International Winter Festival «Arts Square» prodotto da Yuri Temirkanov a San Pietroburgo, il Festival ‘Palermo Classica’, il Festival di Zaubersee in Svizzera, l’Eilat Chamber Music Festival in Israele, il Festival Pianistico Internazionale di Brescia e Bergamo, l’International Piano Series in Svizzera, il Celebrity Series di Boston negli USA e il Festival “Stars of the White Nights” in Russia.

Oltre al Primo Premio nel Concorso Tchaikovsky per Giovani Musicisti, Alexander Malofeev ha vinto numerosi altri premi e riconoscimenti in competizioni internazionali e festival, tra i quali il Grand Prix del Primo Concorso Internazionale per Giovani Pianisti Grand Piano Competition, nel 2017 il premio ‘Giovane Talento Musicale’ e il premio come ‘Miglior Giovane Musicista’. Sempre nel 2017, Alexander Malofeev è diventato il primo Young Yamaha Artist. Nel 2019 ha ricevuto il Secondo Premio alla prima edizione della China International Music Competition.

Nella primavera 2020, l’etichetta Sony Classical ha pubblicato il cofanetto “Tchaikovsky 2020” per il 180esimo anniversario del compositore, comprendente il Primo Concerto di Tchaikovsky e registrato insieme alla Tatarstan National Symphony Orchestra e ad Alexander Sladkovsky.

La stagione attuale vedrà Alexander Malofeev esibirsi con la Boston Symphony Orchestra e la New World Symphony dirette da Michael Tilson Thomas, con l’Orchestra Sinfonica della Corea e Finnegan Downie Dear, la Pasadena Symphony Orchestra e Rebecca Tong, la Buffalo Philharmonic Orchestra e JoAnn Falletta, l’Orchestre Philharmonique du Luxembourg e Lionel Bringuier, la Russian National Orchestra e Vladimir Spivakov.

Alexander Malofeev appare inoltre al Tanglewood Music Center negli USA, all’Orpheum Theater in Canada, al Seoul Arts Center e alla Lotte Concert Hall di Seoul, alla Royal Opera House di Muscat in Oman, al Concertgebouw di Amsterdam, al Teatro Malibran di Venezia e al Grand Auditorium della Philharmonie in Lussemburgo.

Alexander Malofeev partecipa a festival musicali internazionali quali il Festival di Verbier, l’Aspen Music Festival, il Festival di Ravinia, il Festival Lucens Classique e il Riga Jurmala Music Festival.

Discografia

  • Tchaikovsky, Medtner, Liszt

    Recorded at the Queensland Conservatorium Theatre, Brisbane

    Master Performers, 2016
  • Tchaikovsky

    Tchaikovsky 2020

    Alexander Malofeev, Boris Berezovsky, Maxim Mogilevsky, Miroslav Kultyshev (piano)

    Pavel Milyukov (violin)

    Boris Andrianov (cello)

    Tatarstan National Symphony Orchestra/Alexander Sladkovsky

    rec. 2019, Saydachev Hall, Kazan

    10 Cds

    Sony Classical, 2020

Press

  • […] Il giovane Malofeev e un virtuosismo imperturbabile (…) Del biondissimo e non ancora diciottenne pianista russo Alexander Malofeev colpiscono la facilità, l’agile incisività e il portentoso bagaglio tecnico […]

    F. Ermini Polacci, Corriere Fiorentino, 31 marzo 2019

  • […] È riduttivo definire brillante la performance di Aleksandr Malofeev: di fronte al suo assoluto dominio della tastiera e alla consapevole maturità delle sue interpretazioni non si può che restare stupiti, attoniti, per poi sciogliere l’incantesimo in entusiastica ammirazione […]

    L’Adige, 21 febbraio 2019

  • “[…] Dobbiamo dire che già alle prime battute dal Moderato del Concerto, da quegli accordi poderosi che anticipano il tema principale del primo tempo, ogni dubbio sulle capacità di un ragazzo così giovane sono spariti come neve al sole, grazie a una potenza di suono e a una disinvoltura davvero stupefacente anche nei passaggi più impervi, che in questo Concerto non sono pochi […] Gli appassionati che affollavano il teatro Grande avranno anche notato come Alexander Malofeev rimanga sempre in contatto visivo col direttore, e questo la dice lunga sulla sua sicurezza complessiva. Ma anche la sensibilità vuole la sua parte, e così l’Adagio sostenuto è stato realizzato davvero benissimo, con grande pathos prima della «cavalcata finale».

    Applausi lunghissimi e meritatissimi a questo biondissimo, incantevole fanciullo della tastiera […]”

    Luigi Fertonani, Bresciaoggi, 28 marzo 2017

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